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Cresce il pressing su green pass e obbligo vaccinale. Autunno caldo in Parlamento

Byninja

Sep 7, 2021

Dai rifugi trentini ai ristoranti siciliani, passando per scuole, aziende, e a breve ancora il Parlamento. Sotto il sole dell’ultima decade di agosto ad arroventarsi più che mai è lo scontro sul green pass. Che di fatto è diventato lo scontro sull’obbligo di vaccinazione, dal 6 agosto requisito principale, in base al decreto di luglio, per poter esibire dove richiesto l’ambito (o contestato) codice a barre anti Covid. Certo, per avere il pass bastano tamponi a ripetizione o la certificazione di aver avuto il Covid nei sei mesi precedenti, ma il nodo che divide il paese resta il vaccino.

«Un dovere e un atto d’amore», ha sottolineato il capo dello Stato Sergio Mattarella, in continuità con l’appello lanciato prima della pausa estiva da Mario Draghi e riprendendo le parole di Papa Francesco di due giorni fa. Ma il fronte «no vax» attraversa ancora numeroso il personale scolastico (il 12,5% non è vaccinato, ha certifica il commissario Figliuolo) e quello sanitario (35mila mancano all’appello), mentre sono 2 milioni i cinquantenni non vaccinati e la Lega si appresta, alla ripresa dei lavori parlamentari di settembre, a dare battaglia a colpi di emendamenti sul decreto di luglio.

Cresce il pressing per l’obbligatorietà

Ultimi a chiederne l’obbligatorietà per legge, in due lettere inviate ieri al premier Draghi e ai governatori regionali, i ristoratori e i baristi rappresentati dalla Fipe. Con l’obiettivo di scongiurare «nuove misure restrittive per le imprese». Ma anche la Cisl, con il segretario Lugi Sbarra. Al quale per il governo ha risposto ieri al Meeting di Rimini, con l’inevitabile prudenza imposta dalla situazione esplosiva, il ministro del Lavoro Andrea Orlando: «Tutti gli strumenti e tutte le vie di contrasto al Covid, nel rispetto delle valutazioni della comunità scientifica, vanno percorsi: sono favorevole a esplorare tutte le soluzioni che consentano di mettere il più possibile in sicurezza gli italiani».

La mina scuola dal primo settembre

Il decreto del 6 agosto prevede per insegnanti e assistenti tecnici (i bidelli), a partire dal 1° settembre, anche l’obbligo del green pass pena, dopo 5 giorni, la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Con la contemporanea nomina di un supplente. Il personale scolastico può optare anche per i tamponi, ma, per quanto riguarda le polemiche su chi debba sostenere i i relativi costi, un protocollo e due circolari del Miur chiariscono che gli esami sono gratis solo per personale fragile. I docenti no-vax invece se lo dovranno pagare. E dal governo vengono smentite seccamente ipotesi di modifica al decreto del 6 agosto.

Il nodo mense aziendali

Altro fronte caldissimo alla riapertura delle aziende dopo agosto. Dopo i decreti legge emanati, e da ultimo una faq del governo, il quadro normativo prevede che per la consumazione al tavolo al chiuso, l’accesso alle mense aziendali e ai locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti è precluso (salve le ipotesi previste per legge, ad esempio le condizioni sanitarie di esonero dalla vaccinazione) a chi non esibisce il green pass (analogamente a quanto avviene nei ristoranti). Ma le prime applicazioni della nuova normativa stanno creando disorientamento e confusione presso le imprese; di qui la necessità all’interno dell’esecutivo di nuovi chiarimenti. Lo ha chiesto lo stesso sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

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