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Mattarella: «Il vaccino è un dovere, serve il coraggio della responsabilità»

Byninja

Jul 9, 2021

«La responsabilità comincia da noi. Vaccinarsi – tra i tanti esempi – è un dovere non in obbedienza a un principio astratto, ma perché nasce dalla realtà concreta che dimostra che il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli. Un atto di amore nei loro confronti, come ha detto pochi giorni fa Papa Francesco». Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inaugurando il Meeting di Cl in corso a Rimini.

Dovere, responsabilità, comunità

Dovere, responsabilità, comunità: sono termini che il capo dello Stato ripete più volte nel corso del suo intervento. A causa del Covid, rimarca, «ci siamo scoperti più fragili di quanto credevamo». «Abbiamo compreso con maggiore chiarezza – sotto,linea – di aver bisogno del sostegno degli altri. Abbiamo fatto esperienza del dolore, della paura, della solitudine. Ma nella comunità abbiamo trovato risorse preziose, decisive per far sì che le nostre speranze, le nostre aspirazioni non venissero sradicate e potessero ancora trovare conferma e sviluppo».

Il riferimento all’Afghanistan

Il presidente della Repubblica ha poi affrontato, senza citarla direttamente, anche la crisi in Afghanistan. «La storia ci insegna costantemente quante minacce vi siano alla libertà e quanti sacrifici sono richiesti per conquistarla – ha incalzato -. Ci indica anche che si tratta di un bene indivisibile tra le donne e gli uomini di ogni Continente. Ci rendiamo conto di quanto la mancanza di libertà o la perdita di essa in altri luoghi del mondo colpisca la nostra coscienza e incida sulla comune convivenza nella sempre più integrata comunità mondiale».

Basta mortificanti ottusità nella Ue

Dal capo dello Stato anche l’invito a superare in Europa arroccamenti antistorici, «L’Unione Europea si fa motore di un nuovo sviluppo dei nostri Paesi, uno sviluppo più equilibrato e sostenibile. È un’occasione storica che dobbiamo saper cogliere e trasformare in un nuovo, migliore e stabile equilibrio» scandisce. E sottolinea ancora che «c’è un io, un tu e un noi anche per l’Europa e per le sue responsabilità, contro ogni grettezza, contro mortificanti ottusità miste a ipocrisia, che si manifestano anche in questi giorni che sono frutto di arroccamenti antistorici e, in realtà, autolesionisti». Nel mondo globale, argomenta Mattarella, «si vince insieme, si perde insieme. La crisi del virus lo conferma. Dovremo ancora combattere la pandemia. Ma nostra responsabilità è immaginare il domani. Sentiamo che cresce la voglia di ripartire: il motore è la fiducia che sapremo migliorarci, che riusciremo a condurre in avanti il nostro Paese».

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