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Amministrative: il 3-4 ottobre 12 milioni alle urne per 1.162 comuni

Byninja

Jun 1, 2021

Domenica 3 e lunedì 4 ottobre oltre 12 milioni di cittadini andranno alle urne per eleggere i sindaci in 1.162 comuni, a cui si aggiungeranno quelli delle regioni a statuto speciale, come il Friuli Venezia Giulia. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha firmato il decreto che cerca di anticipare eventuali picchi del nuovo coronavirus. I contagi, infatti, corrono per effetto delle varianti, anche se per ora tutte le regioni e le province autonome restano bianche. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci è previsto domenica 17 e lunedì 18 ottobre. La tornata delle amministrative si doveva tenere a marzo, ma è stata spostata per i picchi della seconda ondata di Covid-19 che ha colpito il Paese. la Recrudescenza del virus ha spinto ad andare oltre l’estate, visto che la quinta ondata è prevista a fine ottobre, dopo i ritorni a scuola e negli stadi.

I consigli del Cts per il voto

Il Cts ha consigliato di dotare i seggi elettorali di gel e schermi in plexiglass per evitare il contatto diretto fra elettori e scrutatori. Le schede dovranno essere contate dagli scrutatori indossando i guanti.

Resta aperta la partita sulle regionali

Resta aperta la partita sulla data per le regionali, quando è previsto il ritorno ai seggi: è il caso di Sicilia e Calabria. É naturalmente probabile un ’election day’ che comprenda quindi anche le amministrative.

Coinvolti 1.162 comuni in tutta Italia

Al voto vanno 1.162 comuni, tra i quali 18 capoluoghi di provincia e 9 Comuni sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso, per un totale di 12.015.276 elettori. Le sfide principali tra i candidati alla poltrona di primo cittadino a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.

Il calendario ha diviso la maggioranza

Si chiude così il calendario per il rinnovo dei vertici amministrativi in autunno, che nelle ultime settimane aveva diviso la maggioranza e con una finestra elettorale ristretta, che andava dal 15 settembre al 15 ottobre, come deliberato dalle Camere. Il Pd aveva spinto per anticipare le urne mettendo al riparo le elezioni dal rischio Covid: un’idea definita “ragionevole” dal Nazareno, che aveva spiegato questo orientamento come una scelta dettata dalla prudenza di fronte all’aumento veloce dei contagi per la variante Delta. E per evitare quindi l’eventualità di ulteriori slittamenti, considerando che il rinnovo dei consigli comunali arriva già con cinque mesi di ritardo. In direzione opposta era andato il leader della Lega, Matteo Salvini, che a margine di un incontro con il premier Mario Draghi aveva stoppato qualsiasi ipotesi di anticipo, spingendo per il 10 ottobre con l’obiettivo di scongiurare «il rischio di liste a ferragosto».

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