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Afghanistan, da Blinken a Guterres: i contatti di Di Maio per fronteggiare l’emergenza

Byninja

Apr 30, 2021

Dall’Unità di Crisi della Farnesina, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, segue l’emergenza in Afghanistan a partire dalla questione principale: far rientrare in Italia i connazionali e i civili afghani che hanno collaborato con le nostre Istituzioni. Varie le urgenze da affrontare per il titolare della Farnesina, che in questi giorni ha tenuto una fitta rete di interlocuzioni, a partire dal Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, con il quale Di Maio ha dialogato telefonicamente nella notte tra il 18 e il 19 agosto.

La telefonata a Guterres

Nella giornata di ieri 19 agosto, poi, la chiamata con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e la partecipazione al G7 Esteri. Ma andando a ritroso, già dai primi giorni di crisi il capo della diplomazia italiana era entrato nel vivo dell’emergenza afgana stabilendo subito un contatto serrato con il premier, Mario Draghi, con l’Alto Rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, e con gli omologhi europei, poi incontrati virtualmente nel Consiglio Affari Esteri straordinario dello scorso 17 agosto.

I colloqui con Stoltenberg

ll giorno prima Di Maio aveva parlato con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, anche in vista della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri della Nato di oggi 20 agosto. Intanto, sempre oggi il ministro ha svolto un’audizione al Copasir e il prossimo 24 agosto sarà in audizione anche davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato insieme al ministro della Difesa Lorenzo Guerini. 

«Non voltiamo le spalle, tutelare diritti donne e minoranze»

Nel suo intervento alla riunione della Nato Di Maio ha chiesto di non voltare le spalle ma di tutelare i diritti di donne e minoranze. “Dobbiamo fare del nostro meglio affinché i diritti fondamentali, in particolare delle donne, delle ragazze e delle minoranze, per i quali ci siamo battuti, non vengano annullati” ha chiesto, sottolineando che “lo dobbiamo ai tanti che hanno sacrificato le loro vite e al nostro significativo investimento collettivo sul futuro di questo Paese: non voltiamo le spalle all’Afghanistan”. “Chi detiene adesso il comando in Afghanistan – ha ammonito il ministro – deve capire che lo terremo d’occhio e lo considereremo responsabile, utilizzando tutta la nostra leva economica, compresi i finanziamenti. Stiamo seguendo da vicino le discussioni sul futuro governo e il nostro impegno sarà subordinato a ciò che fanno i talebani, non a ciò che dicono”.

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