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Edilizia, il caro materiali mette in pericolo i cantieri

Byninja

Apr 20, 2021

Se la partenza lenta dei lavori relativi al 110% sembra ormai un ricordo, anche grazie alle correzioni del Dl semplificazioni, i sussulti che stanno scuotendo il mercato dell’edilizia, in ripartenza dopo anni di stasi, rischiano comunque di creare problemi a moltissimi cantieri.

La questione è legata alla crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime. Le ultime elaborazioni dell’Ance, che confrontano la situazione di novembre 2020 con quella degli ultimi mesi, sono molto eloquenti: +243% per l’acciaio tondo per cemento armato, +128% per il polietilene, +38,6% per il rame, +73,8% per il Pvc, +76,1% per il legno di conifere, +25,2% per il bitume.

Trappola per i cantieri del superbonus

Una tendenza che crea una trappola perfetta per i cantieri del superbonus. Perché le imprese che avevano già chiuso i contratti prima di questa fiammata rischiano di avere problemi seri di approvvigionamento e di mantenimento dei loro margini. Soprattutto, però, si pone una questione per chi ancora deve avviare i lavori. Chi, infatti, sta definendo i capitolati e le offerte per gli interventi legati al 110% potrà inserire dei prezzi più alti nei contratti ma dovrà comunque fare i conti con i «listini», i prezzari delle lavorazioni.

Bisogna, infatti, ricordare che la pratica di superbonus deve essere accompagnata da un’asseverazione sulla congruità dei prezzi unitari, attraverso la quale un tecnico attesta che siano rispettati i costi massimi per tipologia di intervento, agganciati ai prezzari regionali o, in alternativa, al prezzario edito dalla Dei, tipografia del Genio civile: una norma che nasce come un meccanismo di tutela per evitare abusi nell’utilizzo di uno sconto fiscale parecchio conveniente.

Il problema, però, è che questi elenchi non stanno tenendo il passo degli aumenti delle materie prime. Mettendo, così, in fuorigioco imprese e committenti, che rischiano seriamente di non poter godere del superbonus su una parte dei lavori effettuati, perché i prezzi dei materiali spesso eccedono (anche di molto) i massimali previsti dalla legge.

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