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Dl semplificazioni, l’arrivo in Aula slitta a domani. Maggioranza divisa sulle trivelle

Byninja

Dec 27, 2020

In arrivo novità per blockchain e smart contract e sconti Rc per gli automobilisti che installano la scatola nera. Mentre slitta al marzo 2021 la riforma dell’abilitazione per i medici. Sono gli emendamenti al Decreto legge semplificazioni approvati dalle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici del Senato. Dopo la seduta notturna di ieri, i lavori si sono aggiornati ad oggi in vista dell’approdo in Aula, inzialmente previsto per le15, poi le 17 per il prolungamento dei lavori sulla relazione all’Assemblea del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e le relative votazioni. Nel pomeriggio, però, il nodo politico rappresentato da un emendamento sulle trivelle ha indotto la maggioranza a far slittare tutto a domani mattina.

Arrivo in Aula slittato a domani mattina
«Difficile immaginare che si possa iniziare in modo dignitoso l’esame oggi in Aula», ha spiegato il presidente dell’ottava commissione e relatore del provvedimento, Mauro Coltorti (M5S), annunciando il rinvio nel corso dei lavori pomeridiani delle due commissioni, già sospesi una volta per contrasti interni alla maggioranza. Lo slittamento dell’Aula alle 9.30 di domani mattina è stato poi confermato dal vicepresidente del Senato, Ignazio La Russa, al termine di una breve conferenza dei capigruppo. In serata, causa perdurante impasse sul tema trivelle, è stata sconvocata anche la seduta delle due commissioni fissata alle 20: i lavori dovrebbero riprendere domattina, probabilmente dopo la capigruppo.

Contrasti nella maggioranza
L’ultima versione dell’emendamento trivelle che divide M5S (che ha presentato la proposta di modifica) e Lega prevede in pratica lo stop alle nuove trivellazioni con la sospensione dei permessi di ricerca e prospezione di idrocarburi in mare per un anno e mezzo in attesa della messa a punto del Piano delle aree idonee, da approvare appunto entro 18 mesi. L’emendamento, già bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, ha incassato ieri sera anche il nulla osta della commissione Bilancio, ma oggi si è arenato sui contrasti interni alla maggioranza. Il M5s insiste per l’approvazione ma la Lega chiede modifiche. A rischio, secondo il Carroccio, ci sono centinaia di posti di lavoro, in siti come quello di Ravenna. Una delle proposte della Lega, respinta per ora dal M5s, sarebbe quella di presentare un emendamento che recepisca il testo del referendum del 2016 che vietava nuove trivellazioni entro 12 miglia dalla costa. Ma si starebbe lavorando a una mediazione che tuteli i posti di lavoro azzerando l’aumento dei canoni.

Costa (Ambiente): sono per il no alle trivelle
A complicare le cose c’è poi il niet senza appelli del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. «Sono per il no alle trivelle, le trivelle passano per la valutazione di impatto ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza», ha messo in chiaro Costa parlando a un evento elettorale a Pescara. «Il Parlamento è sovrano», replica a distanza il sottosegretario all’Economia ed esponente della Lega, Massimo Garavaglia. E spiega che «il problema vero è l’aumento sproporzionato dei canoni che può portare all’abbandono delle attività da parte delle aziende con conseguenze occupazionali importanti, oltre a creare una perdita di gettito».

Provvedimento omnibus
Con i quasi mille emendamenti “raccolti” nel suo percorso parlamentare, il Dl semplificazioni n. 135/2018 è diventato un omnibus, nel quale sono confluiti la cancellazione del raddoppio dell’Ires per il no profit (la cosiddetta “tassa sulla bontà” introdotta con la manovra), lo stop alle trivelle, e le norme sulla scuola – che estendono il divieto di cambiare istituto per 5 anni anche ai maestri dell’infanzia («una gigliottina per i docenti», secondo la Gilda degli insegnati). Nel provvedimento, su cui il Governo potrebbe porre la fiducia, la sesta dal mese di dicembre, anche misure per l’agricoltura, con l’obbligo di distruzione degli ulivi affetti da Xilella, il prestito ponte per Alitalia, la riforma degli appalti e il rinnovo degli ordini forensi. Tra gli emendamenti presentati (ma non ancora approvati) c’è anche la proposta della Lega di una revisione del campo di applicazione della web tax, che punta a escludere Borsa Italiana dai servizi digitali su cui si applica la nuova tassa.

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