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Il caso Sicilia, altri 200 posti letto in terapia intensiva. Ma il giallo incombe

Byninja

Dec 20, 2020

In un solo giorno, venerdì 20 agosto, la Sicilia è scesa dall’11% di posti letto occupati in terapia intensiva al 9% (dati Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Dunque sotto la soglia critica del 10 per cento per il passaggio in zona gialla. Non è un giorno qualsiasi. Perché il 20 agosto, in base al monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, la cabina di regia del governo ha deciso sugli eventuali cambi di colore delle regioni. Da una lettura frettolosa si potrebbe dunque dedurre che la Sicilia ha evitato il passaggio in giallo (dato ormai per scontato da molti) ed è rimasta bianca perché venerdì sono diminuiti i pazienti ricoverati in rianimazione. Ma non è così.

L’impennata dei posti letto in terapia intensiva

Vediamo perché. Venerdì 20 agosto i pazienti in terapia intensiva in Sicilia erano 83. Lo stesso numero di giovedì 19 agosto. Come si spiega allora il calo di due punti percentuali nelle rilevazioni Agenas? È cambiato il denominatore. Da un giorno all’altro infatti la Regione ha inserito nel conteggio dei posti letto in rianimazione comunicati ad Agenas anche tutti i 196 potenzialmente attivabili in caso di emergenza. Di qui il passaggio dai 725 di giovedì 19 agosto ai 911 di venerdì 20 agosto. Con percentuale calata dunque dall’11% (sopra soglia critica) al 9% (sotto soglia critica).

Due sistemi di rilevazione diversi per Agenas e Iss

È stata questa operazione dunque a “salvare” per ora la Sicilia dal giallo? Anche in questo caso non è così. Prima di tutto i dati del monitoraggio settimanale dell’Iss fanno riferimento ai ricoveri registrati nella giornata di martedì 17 agosto (77 pazienti in terapia intensiva invece degli 83 attuali). Ma la cosa ancora più importante è un’altra. I tassi di occupazione dei posti letto registrati da Agenas e Iss coincidono per i pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari. Ma da alcune settimane non succede lo stesso per quelli in terapia intensiva. Ed è la percentuale calcolata dall’Iss quella presa in considerazione per i cambi di colore. Non quella dell’Agenas.

Il nodo dei posti letto considerati in terapia intensiva

Come mai? In base al decreto del 23 luglio 2021(articolo 2, comma 2) le regioni sono tenute a comunicare alla cabina di regia i dati dei posti letto disponibili in terapia alla cabina di regia. Il Ministero della Salute ad inizio agosto ha completato la ricognizione. Si tratta di una cifra calcolata condividendo con il Ministero il criterio per l’individuazione di questi posti. Una cifra purtroppo non pubblica, ma “fissa”, aggiornabile solo con cadenza mensile «sulla base di posti letto aggiuntivi», a patto però che questi «non incidano su quelli già esistenti e destinati ad altre attività. In altre parole, ai nuovi letti dovrebbero corrispondere medici e infermieri in più, non sottratti ad altri reparti o ai posti letto già allestiti.

Percentuali diverse

Nel caso della Sicilia la cifra comunicata a inizio agosto, in base ai calcoli, è di circa 840 (l’assessore alla Salute Ruggero Razza parla di «circa 850»). Ed è quella presa in considerazione dall’Iss nel monitoraggio del 20 agosto per calcolare al 9,2% il tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva di pazienti Covid in Sicilia (e al 6% nel monitoraggio precedente del 13 agosto). Ma oltre al monitoraggio settimanale dell’Iss in base al quale si decidono i cambi di colore, viene compiuta dall’Agenas una rilevazione giornaliera del tasso di occupazione delle terapie intensive. Come visto nel caso della Sicilia, però, la percentuale pubblicata ogni giorno sul sito dell’Agenas risente di frequenti variazioni (anche giornaliere) dei posti letto comunicati dalle regioni. Ecco perché il tasso di occupazione delle terapie intensive registrato da Agenas viene considerato solo nell’analisi della situazione epidemiologica. Non per altro.

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