• Wed. Oct 27th, 2021

D-log Blog

Blogs for people

Caso Durigon, cresce il pressing per le dimissioni del sottosegretario leghista

Byninja

Nov 12, 2020

La proposta di Claudio Durigon, esponente leghista e sottosegretario all’Economia, di reintitolare al fratello del duce, Arnaldo Mussolini, il parco di Latina attualmente dedicato a Falcone e Borsellino, da giorni è al centro delle polemiche. Mentre Matteo Salvini (impegnato in una dura polemica contro il ministro dell’Interno Lucia Lamorgese sul tema immigrazione) sceglie la linea del silenzio, una parte della maggioranza parlamentare è pronta alla sfiducia in Aula.

La richiesta del «passo indietro»

A chiedere le dimissioni dell’ex sindacalista Ugl era stato Giuseppe Conte («frasi aberranti») e sulla stessa linea ormai sono diverse forze politiche: oltre ai Cinque Stelle anche il Pd e Leu, ma pure – a titolo individuale – il deputato di Forza Italia Elio Vito («Voterò la mozione di sfiducia a Durigon presentata dal M5S. L’antifascismo è un valore fondante»).

«Intollerabile ciò che ha detto – l’affondo del ministro pentastellato Stefano Patuanelli -, credo che non sia compatibile con la sua permanenza al governo». Durissimo anche il segretario del Pd Enrico Letta: «Starebbe a lui fare un passo indietro. Per quanto ci riguarda faremo il possibile perché questo avvenga». «Ci aspettavamo delle scuse mai arrivate: a questo punto dovrebbe fare un passo di lato», dice a sera il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Il silenzio leghista

Nessun commento dalla Lega, una scelta deliberata, hanno spiegato fonti del partito, per non alimentare una polemica definita «strumentale». Il messaggio all’esterno è che il ruolo del sottosegretario non è in discussione. Quanto al diretto interessato preferisce non aggiungere nulla. «Falcone e Borsellino meritano molto di più di un parco», però «penso che le radici della città di Latina non debbano essere cancellate», aveva twittato qualche giorno fa.

Il precedente sui fondi della Lega

Il sottosegretario leghista era già finito nella bufera ad aprile in seguito a una video-inchiesta di Fanpage.it secondo la quale, durante una cena, avrebbe detto: “Quello «che fa le indagini sulla Lega lo abbiamo messo noi». Parole che avevano causato la reazione dei Cinque Stelle con la richiesta di dimissioni.

Source link

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *