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Cambia la televisione digitale, parte il bonus: tutto quello che c’è da sapere

Byninja

Oct 29, 2020

Il vecchio bonus un mezzo flop, ora nuova campagna informativa

La scarsa campagna di informazioni e sensibilizzazione degli utenti spiega lo scarso successo, fin qui, del vecchio bonus tv-decoder che era stato introdotto con la legge di bilancio 2019. Dal 18 dicembre 2019 al 16 agosto 2021 sono stati erogati bonus per appena 30,2 milioni sui 151 milioni disponibili: 607.825 contributi totali di cui 480.972 per televisori e 126.853 per decoder. Per dare una spinta al passaggio, ora il Mise ha avviato una nuova campagna di comunicazione, ha attivato un sito dedicato e un call center (06 87.800.262).

Cambio tv necessario solo per modelli non recenti

Sulla pagina web del Mise è presente una lista di prodotti idonei già predisposta in occasione del lancio del vecchio bonus. I televisori inclusi tuttavia non esauriscono l’intera gamma di modelli con le caratteristiche adatte. Se il proprio televisore non compare potrebbe comunque essere un modello di nuova generazione. Se la tv è stata acquistata a partire da gennaio 2017, secondo le Faq del Mise, sarà compatibile con il cambiamento introdotto dal primo passaggio tecnologico cioè la dismissione della codifica MPEG-2 a favore dell’MPEG-4 su standard DVB-T1: in sostanza servono televisori per l’alta definizione (HD). Se poi la tv è stata acquistata a partire dal 22 dicembre 2018 risulterà compatibile con il nuovo standard DVB-T2 e la relativa codifica HEVC Main10. Ad ogni modo, una volta effettuata la risintonizzazione dei canali, si può effettuare una verifica provando a visualizzare i canali di test 100 e 200: se si vede Rai1 sul canale 1 bisogna controllare che sul canale 100 appaia una scritta contenente le parole “Test HEVC Main10”; stessa cosa sul canale 200 se si vede Canale5 sul canale 5.

Come si applica lo sconto: il venditore recupera con credito d’imposta

Il venditore dovrà accedere al servizio telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate, disponibile nell’area riservata del sito web (quindi mediante Spid, credenziali Entratel/Fisconline, Cie o Cns), per trasmettere al Mise una comunicazione telematica con i dati dell’utente, del televisore e del prezzo. Per ogni comunicazione, l’Agenzia effettua le verifiche e controlla la disponibilità delle risorse. La verifica è effettuata in ordine cronologico di ricezione delle domande fino a esaurimento del plafond: il servizio telematico comunica al venditore la disponibilità dello sconto oppure l’impossibilità di applicarlo. Il venditore che applica lo sconto recupera poi l’importo come credito d’imposta. Le Entrate fanno sapere che la piattaforma dovrebbe essere operativa nel primo pomeriggio di lunedì, dopo gli ultimi test che in mattinata saranno effettuati da Sogei, partner tecnologico dell’Agenzia.

Perché si cambia: tutto nasce dal passaggio di frequenze al 5G

In base a un obbligo europeo gli operatori tv devono cedere la banda 700 MHz ai gestori di telefonia mobile 5G (operazione nota come refarming). Il passaggio al DVB-T2 si rende necessario in quanto dovrà permettere alle emittenti tv di continuare a trasmettere la stessa quantità di canali, aumentandone possibilmente risoluzione e qualità.

Rinvio del Mise: l’ultimo passaggio da gennaio 2023

Il Mise, dopo confronto con i broadcaster, ha deciso uno slittamento a fronte del ritardo con cui si sta procedendo al ricambio dei televisori. Il passaggio dalla codifica Mpeg2 all’Mpeg4 non avverrà più il 1° settembre ma gradualmente dal 15 ottobre partendo da alcuni programmi nazionali. La dismissione generalizzata dell’Mpeg2 sarà definita con un provvedimento da emanare entro la fine del 2021. Invece il secondo e definitivo passaggio, allo standard DVB-T2 con codifica HEVC Main10, non avverrà più al 30 giugno 2022 ma a partire dal 1 gennaio 2023, con possibilità e non obbligo per i broadcaster di partire anche prima.

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