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Fascia 12-29 anni, aumentano i vaccini e rallentano i contagi

Byninja

Oct 12, 2020

Sono gli adolescenti ad aver scalato la classifica nella campagna vaccinale di agosto, facendo risalire la quota di prime dosi risultate alle rilevazioni superiori ai richiami (guarda i vaccini in tempo reale). Le somministrazioni nella fascia d’età 12-19 anni (da lunedì 16 agosto possibili anche senza prenotazione) sono infatti le più numerose dopo quelle registrate nella categoria dei ventenni. Allo stesso tempo, nell’ultima settimana, è stato registrato un rallentamento della crescita dei casi Covid nella fascia 10-29 anni, mentre continuano a crescere i contagi sopra i 40 (qui tutti i dati e la mappa). Nel documento esteso del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità si osserva in particolare che «l’incidenza nella fascia 50-59 per la prima volta da inizio maggio è superiore a 50 casi per 100.000 abitanti». Con l’aumento dell’età mediana dei soggetti che hanno contratto l’infezione (32 anni).

12-15 anni, almeno una dose per il 34,37%

Il 33,76% della popolazione nella fascia di età fra i 12-15 anni in Italia ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, un dato che sale al 34,37% se si considera anche il vaccino monodose. Stando ai dati contenuti nel report settimanale sulla campagna di vaccinazione condotto dalla struttura commissariale, su un totale di 2.305.514 persone fra i 12-15 anni 298.942 hanno invece completato il ciclo vaccinale (12,97%).

16-19 anni, ciclo completato da oltre il 40%

Oltre il 40% dei giovani fra i 16 e i 19 anni in Italia ha completato il ciclo vaccinale. In dettaglio, in 845.723, pari al 40,5%, hanno ricevuto anche la seconda dose di vaccino mentre su un totale di 2.322.000 mila giovani, il 63,58% ha ricevuto almeno una prima dose o ha fatto il vaccino monodose. Dalle elaborazioni della struttura commissariale è invece pari al 36,42% la percentuale di quanti non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.

Scuola, i presidi: troppa incertezza sull’avvio

L’accelerazione nei numeri rappresenta un fattore di interesse soprattutto per la ripresa in sicurezza delle lezioni, malgrado siano ancora molti i nodi da sciogliere. «Manca ormai una settimana all’avvio nel nuovo anno scolastico, ma la confusione e le incertezze su come avverrà la ripresa regnano sovrane sia tra i politici sia tra gli amministratori. Sarà l’attività didattica a riprendere il 13 mentre l’intera organizzazione scuola, quella che permetterà il ritorno alla didattica dei ragazzi anche se ancora non abbiamo certezze in quale modo, inizia il 1° settembre e in alcuni casi anche oggi con gli esami per il recupero dei debiti scolastici». Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi-Roma, avverte che sul green pass ancora non esiste una direttiva «adeguata» alle scuole per le quali è impensabile il controllo quotidiano all’ingresso dei docenti. «Sarebbe sufficiente che la Regione comunicasse i dati del personale che non ha il green pass, previo invio dei nominativo da parte delle scuole».

Dubbi su distanziamento e uso mascherine

Per Cristina Costarelli, presidente Anp-Lazio, «anche se nella nostra Regione il numero dei vaccinati sembra essere alto, per cui l’indice dei green pass dovrebbe essere elevato, questo stato di poca chiarezza sui comportamenti da tenere crea certamente confusione tra il personale, le famiglie e tra gli stessi ragazzi». Il distanziamento e l’utilizzo delle mascherine in classe sono un ulteriore problema. «Da un lato l’obbligo di indossare le mascherine fino a 6/8 ore, dall’altro la preoccupazione per la diffusione dei contagi, dal momento che nella maggior parte dei casi il distanziamento non sarà possibile per la nota carenza di spazi rispetto al quale chi di competenza, gli enti locali, non è intervenuto». Infine Costarelli ricorda di essere in attesa di notizie anche «sullo scaglionamento degli orari d’ingresso, dopo aver rappresentato le criticità che essi comportano al prefetto di Roma, sollecitando l’adeguamento dei trasporti pubblici».

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